lunedì 2 novembre 2009

DAL 31 OTTOBRE 2009, IL BLOG 21&33 DIVENTA IL SITO www.21e33.it

sabato 2 maggio 2009

LIBERTA' PER I NEGAZIONISTI. UNA DURA CRITICA DI UN LIBERALE DI DESTRA A GIANFRANCO FINI

http://www.destraliberaleitaliana.org/pagina.phtml?_id_articolo=74

Principi generali
Antisemitismo e negazionismo
Maurizio d'Orlando

Gianfranco Fini il 27 gennaio ha affermato che il negazionismo (dell’Olocausto) è infame in particolare se viene da dei religiosi. Il riferimento era ad una dichiarazione di un vescovo cattolico, Williamson, della Comunità S. Pio X, i lefevriani.
Fini, come già più volte in quest’ultimo anno, non perde occasione per attaccare la Chiesa cattolica.
Sono stato iscritto alla formazione giovanile della Federazione Italiana dei Volontari della Libertà, i partigiani “bianchi” anticomunisti, vale a dire sia monarchici che liberali che democristiani.
Sono stato iscritto al PLI dal 1969, quando ero ancora adolescente, e lo sono rimasto fino allo scioglimento del partito.
Ho avuto responsabilità di partito quando Gianfranco Fini era un dirigente del MSI la cui sigla esplicitamente si richiamava alla RSI, la Repubblica Sociale Italiana, alleata nella guerra civile italiana con la Germania nazionalsocialista di Hitler.
Sono cattolico e considero ogni razzismo come un’orribile blasfemia contro Dio.
Ho molti amici ebrei e non sono antisemita. Non sono e non sono mai stato né fascista né neofascista né postfascista.
Eppure trovo che sia infame non il negazionismo, come afferma Fini, ma la mancanza di libertà di esprimere il proprio pensiero, anzi la criminalizzazione delle opinioni.
In Germania ed in molti paesi d’Europa si può finire in prigione non per aver commesso un atto criminale ma solo per avere espresso un’opinione, vera o non vera che essa sia. È infame aver introdotto in Europa il reato d’opinione.
Sul numero di ebrei vittime del nazionalsocialismo non sono negazionista. Affermo però che se non c’è libertà di confutazione non mi è possibile accettare un’asserzione storica per sola fede storica o politica. La mia unica Fede è quella espressa e formulata nel Credo, nella Rivelazione divina di Gesù Cristo che come prova ha fornito la Sua Resurrezione. È una prova molto forte perché avvalorata da una morte cruenta che esclude ogni possibile dubbio e perché la Resurrezione è stata constatata da testimoni oculari. Questa è la Verità di Fede che professo e non ho altre fedi.
Non accetto perciò una proposizione fideistica come quella proclamata dalla religione dell’Olocausto, una religione ovviamente diversa dal giudaismo. Dunque non credo che le vittime ebraiche dei nazisti siano né 6 milioni né 300 mila. Per come mi sono conosciuti i fatti e per come stanno le cose penso che potrebbero essere anche più di sei milioni, o molto meno. Invero , penso che nessuno lo possa veramente dire, se non c’è libertà. Affermo cioè che per il grado di libertà di cui godiamo nella nostra epoca, non possiamo disporre in materia di alcuna conoscenza su basi storico scientifiche. Per questo affermo che dell’Olocausto se n’è fatta una religione.
In altri termini, per quanto non rientra nella Rivelazione Divina, sono un liberale agnostico e popperiano. Non ho conoscenza se non posso sostenere che sia falsa una proposizione fin ad un determinato momento sostenuta e difendere con prove logiche la nuova affermazione. In materia di fedi affermo però che per chiunque ci deve essere rispetto e che a nessuno deve essere imposta una fede, questo è quanto intendo per libertà religiosa. Gli ebrei, e con loro i mussulmani, gli atei e tanti altri, negano la Verità proclamata dai cristiani, sono anche loro negazionisti. Non per questo devono essere incarcerati, come lo fu un altro negazionista, David Irving, o insultati, come oggi il vescovo Williamson. Se si vuole davvero la libertà religiosa, la stessa regola deve valere anche per chi nega la verità della religione dell’Olocausto.
Nel merito ricordo che la cifra di sei milioni di vittime dei campi di concentramento si fonda (o almeno si fondava) su una stima di 4 milioni di morti ad Auschwitz-Birkneau. Ora tale cifra è rifiutata al giorno d’oggi da tutti gli storici, tanto che anche ad Auschwitz-Birkneau è stata modificata la targa. Mentre prima su di essa si affermava che le vittime erano state quattro milioni adesso sulla nuova targa si afferma che nel campo vi sono stati un milione di morti. Se la matematica non è un’opinione sono tre milioni in meno. Nonostante ciò si continua a ripetere che il numero delle vittime ebraiche dei nazisti è di sei milioni. Un chiarimento sarebbe utile, ma purtroppo non viene fornita alcuna spiegazione.
Se Fini trova infami le dichiarazioni di un vescovo cattolico, io invece trovo infame giocare con i numeri delle vittime di un odioso stermino e fare di una tragedia una vergognosa speculazione politica come fa Fini e tanti come lui.
Infine trovo ancor più infame e scandaloso che un politico ambizioso come Fini per fare carriera ed avere il lasciapassare per diventare ministro degli Esteri nel primo governo Berlusconi dovette fare autocritica prima di fronte ad un’assemblea della B’nai B’rith, la massoneria ebraica, e poi andare a Gerusalemme e visitare il Museo dell’Olocausto con in capo la Kippà ebraica per ottenere una legittimazione a far parte del governo della Repubblica italiana. Se la legittimazione a governare non viene da un’elezione popolare vuole dire che in Italia il popolo non è sovrano, non c’è democrazia e siamo soggetti ad un potere straniero.
La Verità vi farà liberi, ha detto Gesù.
Così io credo, con o senza il beneplacito di un politico miserabile.

GIANFRANCO FINI E L'ANTINEGAZIONISMO


Principi generali
Antisemitismo e negazionismo

Maurizio d'Orlando


Gianfranco Fini il 27 gennaio ha affermato che il negazionismo (dell’Olocausto) è infame in particolare se viene da dei religiosi. Il riferimento era ad una dichiarazione di un vescovo cattolico, Williamson, della Comunità S. Pio X, i lefevriani.
Fini, come già più volte in quest’ultimo anno, non perde occasione per attaccare la Chiesa cattolica.
Sono stato iscritto alla formazione giovanile della Federazione Italiana dei Volontari della Libertà, i partigiani “bianchi” anticomunisti, vale a dire sia monarchici che liberali che democristiani.
Sono stato iscritto al PLI dal 1969, quando ero ancora adolescente, e lo sono rimasto fino allo scioglimento del partito.
Ho avuto responsabilità di partito quando Gianfranco Fini era un dirigente del MSI la cui sigla esplicitamente si richiamava alla RSI, la Repubblica Sociale Italiana, alleata nella guerra civile italiana con la Germania nazionalsocialista di Hitler.
Sono cattolico e considero ogni razzismo come un’orribile blasfemia contro Dio.
Ho molti amici ebrei e non sono antisemita. Non sono e non sono mai stato né fascista né neofascista né postfascista.
Eppure trovo che sia infame non il negazionismo, come afferma Fini, ma la mancanza di libertà di esprimere il proprio pensiero, anzi la criminalizzazione delle opinioni.
In Germania ed in molti paesi d’Europa si può finire in prigione non per aver commesso un atto criminale ma solo per avere espresso un’opinione, vera o non vera che essa sia. È infame aver introdotto in Europa il reato d’opinione.
Sul numero di ebrei vittime del nazionalsocialismo non sono negazionista. Affermo però che se non c’è libertà di confutazione non mi è possibile accettare un’asserzione storica per sola fede storica o politica. La mia unica Fede è quella espressa e formulata nel Credo, nella Rivelazione divina di Gesù Cristo che come prova ha fornito la Sua Resurrezione. È una prova molto forte perché avvalorata da una morte cruenta che esclude ogni possibile dubbio e perché la Resurrezione è stata constatata da testimoni oculari. Questa è la Verità di Fede che professo e non ho altre fedi.
Non accetto perciò una proposizione fideistica come quella proclamata dalla religione dell’Olocausto, una religione ovviamente diversa dal giudaismo. Dunque non credo che le vittime ebraiche dei nazisti siano né 6 milioni né 300 mila. Per come mi sono conosciuti i fatti e per come stanno le cose penso che potrebbero essere anche più di sei milioni, o molto meno. Invero , penso che nessuno lo possa veramente dire, se non c’è libertà. Affermo cioè che per il grado di libertà di cui godiamo nella nostra epoca, non possiamo disporre in materia di alcuna conoscenza su basi storico scientifiche. Per questo affermo che dell’Olocausto se n’è fatta una religione.
In altri termini, per quanto non rientra nella Rivelazione Divina, sono un liberale agnostico e popperiano. Non ho conoscenza se non posso sostenere che sia falsa una proposizione fin ad un determinato momento sostenuta e difendere con prove logiche la nuova affermazione. In materia di fedi affermo però che per chiunque ci deve essere rispetto e che a nessuno deve essere imposta una fede, questo è quanto intendo per libertà religiosa. Gli ebrei, e con loro i mussulmani, gli atei e tanti altri, negano la Verità proclamata dai cristiani, sono anche loro negazionisti. Non per questo devono essere incarcerati, come lo fu un altro negazionista, David Irving, o insultati, come oggi il vescovo Williamson. Se si vuole davvero la libertà religiosa, la stessa regola deve valere anche per chi nega la verità della religione dell’Olocausto.
Nel merito ricordo che la cifra di sei milioni di vittime dei campi di concentramento si fonda (o almeno si fondava) su una stima di 4 milioni di morti ad Auschwitz-Birkneau. Ora tale cifra è rifiutata al giorno d’oggi da tutti gli storici, tanto che anche ad Auschwitz-Birkneau è stata modificata la targa. Mentre prima su di essa si affermava che le vittime erano state quattro milioni adesso sulla nuova targa si afferma che nel campo vi sono stati un milione di morti. Se la matematica non è un’opinione sono tre milioni in meno. Nonostante ciò si continua a ripetere che il numero delle vittime ebraiche dei nazisti è di sei milioni. Un chiarimento sarebbe utile, ma purtroppo non viene fornita alcuna spiegazione.
Se Fini trova infami le dichiarazioni di un vescovo cattolico, io invece trovo infame giocare con i numeri delle vittime di un odioso stermino e fare di una tragedia una vergognosa speculazione politica come fa Fini e tanti come lui.
Infine trovo ancor più infame e scandaloso che un politico ambizioso come Fini per fare carriera ed avere il lasciapassare per diventare ministro degli Esteri nel primo governo Berlusconi dovette fare autocritica prima di fronte ad un’assemblea della B’nai B’rith, la massoneria ebraica, e poi andare a Gerusalemme e visitare il Museo dell’Olocausto con in capo la Kippà ebraica per ottenere una legittimazione a far parte del governo della Repubblica italiana. Se la legittimazione a governare non viene da un’elezione popolare vuole dire che in Italia il popolo non è sovrano, non c’è democrazia e siamo soggetti ad un potere straniero.
La Verità vi farà liberi, ha detto Gesù.
Così io credo, con o senza il beneplacito di un politico miserabile.

giovedì 16 aprile 2009

ANCORA SUL 18 MAGGIO 2007. MELLINI: CHI NEGA IL NEGAZIONISMO ...

dal sito Giustizia Giusta

http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1


Editoriale
CHI NEGA IL NEGAZIONISMO E' INUTILE CHE QUERELI?

di Mauro Mellini


Sono note le vicende del “Master Enrico Mattei” all’Università di Teramo o, almeno, ne è noto quel tanto che la stampa ne ha consentito che noto divenisse.In sostanza il polverone sollevato contro l’iniziativa promossa dal Prof. Claudio Moffa si concreta (ammesso che i polveroni abbiano una concretezza) nello scandalo per essere stato oggetto di esso il fenomeno della criminalizzazione (in senso tecnico: riduzione ad oggetto di fattispecie penale) del c.d. negazionismo, dell’atteggiamento, cioè, di quegli scrittori e pubblicisti che negano che l’Olocausto degli Ebrei sia stato consumato dalla Germania Nazista o ne negano l’entità, alcune delle modalità etc.

Leggi tutto

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VEDI ANCHE: LA SCONFITTA POLITICA DI MANTELLI E DI QUANTI HANNO PIEGATO LA TESTA DI FRONTE ALL'ARROGANZA LIBERTICIDA DEL 18 MAGGIO 2007

sul sito www.claudiomoffa.it

martedì 24 marzo 2009

LA COMMISSION EUROPÉENNE REGRETTE QUE LA DIRECTIVE DU 28 NOVEMBRE NE PUISSE PAS ENCORE S'APPLIQUER À L'ÉVÊQUE WILLIAMSON

BRUXELLES— L'évêque intégriste britannique Richard Williamson doit prendre garde car ses thèses négationnistes constituent un délit dans plusieurs pays, même s'il peut circuler librement dans l'Union européenne, a averti vendredi la Commission européenne.
"Je signale que dans la plupart des Etats, le négationnisme peut être poursuivi. Les juridictions nationales sont compétentes pour condamner le négationnisme", a souligné le commissaire européen à la Justice Jacques Barrot lors d'un point presse à l'issue d'une réunion des ministres de la Justice européens.
"Si Mgr Williamson tient des propos négationnistes en France, il relève de la loi française qui punit le négationnisme", a ajouté le commissaire.
Une enquête a été ouverte en Allemagne, où Mgr Willamson a exposé ses thèses dans un entretien accordé à une chaîne de télévision suédoise. La ministre allemande de la Justice Brigitte Zypries n'a pas exclu jeudi que des poursuites puissent être engagées contre l'évêque négationniste "dans le cadre d'un mandat d'arrêt européen".
Jacques Barrot a regretté qu'une loi européenne du 28 novembre 2008 qui punit pénalement, sous certaines conditions, l'apologie du négationnisme comme incitation à la haine raciale ne puisse pas encore être appliquée, car elle doit encore être transposée dans les législations nationales.
"Je déplore que dans des pays démocratiques comme les nôtres, des procédures prennent des mois, voire des années, pour pouvoir être appliquées", a aussi commenté le ministre tchèque Jiri Pospisil.
Mais même si la législation européenne était déjà transposée, elle laisse un large champ d'action possible aux négationnistes.
Au nom de la liberté d'expression, la Grande-Bretagne, l'Italie, l'Irlande et la Suède ont obtenu que la loi européenne limite les sanctions aux seuls comportements négationnistes qui "s'exercent d'une manière qui risque d'inciter à la violence ou à la haine d'un groupe de personnes".
Ainsi, prétendre comme Mgr Williamson que les chambres à gaz n'ont pas existé n'est pas répréhensible au Royaume-Uni, a-t-on expliqué auprès de la Commission.

AFP 1er mars 2009
http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5hCdcg56XW07eSnFuOn1lLUa4eVDg

sabato 14 marzo 2009

Edizione del 14 marzo 2009


Edizione del 14 marzo 2009, oggi in edicola:
(Ogni giorno dalle ore 14 potete trovare online il giornale in edicola)


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La protesta del collettivo antifascista
Foibe, salone negato al dibattito negazionista


Fermo E’ diventato un caso l’incontro organizzato per ieri sera alla sala multimediale di Fermo ed organizzato dal collettivo antifascista del Fermano. L’organizzazione aveva prenotato la sala e ricevuto regolare autorizzazione per un dibattito negazionista sul dramma delle Foibe, con ospite Alessandra Kersevan. Un incontro che ha visto insorgere movimenti di destra della zona. Su tutti, il dirigente nazionale di Azione giovani Andrea Putzu, che si è definito “indignato per l’iniziativa”. Fatto sta che ieri mattina l’autorizzazione è stata ritirata con un’ordinanza del sindaco e la sala multimediale è rimasta chiusa. Niente sala, niente incontro.

Una scelta improvvisa, per l’inopportunità dell’incontro, alla quale il collettivo organizzatore ha reagito ieri alle 21 con un’iniziativa proprio in Via Mazzini. I giovani dell’organizzazione si sono dati appuntamento davanti alla sala multimediale per protestare contro la sede negata. “Una decisione assurda - dicono dal collettivo - anche perchè la sala prima ce l’avevano concessa”. Esprime invece soddisfazione Andrea Putzu: “Sono soddisfatto che il sindaco di Fermo, persona responsabile, abbia deciso di ritirare la concessione della sala. Un amministratore deve dare questi esempi positivi per impedire che tesi vergognose ed assurde trovino spazio nelle nostre città. Queste discussioni non fanno bene alla storia dell’Italia. Il dramma delle Foibe è emerso faticosamente dopo decenni di indifferenza e finalmente è stato riconosciuto con legge dello Stato, così che oggi tutti possano ricordare ogni anno la tragedia degli esuli d’Istria Fiume e Dalmazia. Mi auguro davvero che voci ed iniziative così vergognose, che tentano di manipolare e cancellare la storia, non trovino mai spazio nel nostro territorio come in nessuna città italiana”.

P.PIER.,


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venerdì 27 febbraio 2009

So-called Extremists banned

Tougher measures to prevent extremists entering the UK are to be announced by Home Secretary Jacqui Smith.

They are designed to stop so-called preachers of hate stirring up tension, and in some cases the names of extremists will be made public.
There have been 230 barred since 2005 but their identities have only been revealed when they publicly complained about being excluded. 
Ms Smith is to reveal the full details of the plans in the next few days.
The BBC's Nick Ravenscroft said those already blocked include neo-Nazis, holocaust deniers, certain animal rights activists and religious extremists.
The radical Muslim cleric Omar Bakri Mohammed was banned from the UK following the 7/7 terror attacks in London in 2005, when the former Home Secretary Charles Clarke used existing powers to exclude Mr Mohammed as his presence was "not conducive to the public good".
A Home Office official told the Sunday Mirror: "These measures are aimed at preventing anyone who will stir up tensions in the UK from entering the country.
"We have not named them in the past but now, when it was in the public interest, we will.
"They will also be placed on international watch lists which tell other countries that they have been banned and why they were not allowed in.
"Coming to the UK is a privilege. We don't want people abusing that by stirring up tensions."


mercoledì 25 febbraio 2009

CARCERE PER IL DISSENSO STORIOGRAFICO: DEUTSCHLAND ANCORA UBER ALLES

(AGI) - Berlino, 25 feb. - L'avvocato e ideologo neonazista, Horst Mahler, e' stato condannato a sei anni di reclusione per incitazione all'odio popolare e per aver definito l'Olocausto "la bugia piu' clamorosa della storia". Mahler era passato nel 2000 nelle file dei neonazisti tedeschi dopo aver fondato nel 1970 la "Rote Armee Fraktion" (Raf) insieme ad Andreas Baader e Ulrike Meinhof. Il tribunale di Monaco di Baviera ha condannato il settantaduenne leader dell'estrema destra tedesca per aver negato che il Terzo Reich mise in atto una persecuzione sistematica degli ebrei. Il 14 novembre 2007 Mahler si era autodenunciato per aver spedito a diversi destinatari un Cd ed un libro del negazionista Germar Rudolf. Nella lettera di accompagnamento, Mahler li aveva invitati a comparire come testimoni al processo che gli sarebbe stato intentato. "So bene e metto in conto che per questo invio verro' processato e condannato ad una pena detentiva", aveva aggiunto il leader neonazista. Durante il dibattito processuale, in un'aula in cui si erano raccolti alcuni neonazisti, Mahler ha continuato a negare l'Olocausto e nelle deliranti affermazioni a sostegno della sua tesi ha citato anche la Bibbia ed il filosofo tedesco Georg Friedrich Hegel; a tal punto che il giudice Martin Rieder ha perso la pazienza e lo ha ammonito a "smetterla con quelle scemenze". Nella motivazione della sentenza, Rieder lo ha definito "un presuntuoso commediante, interessato solo a fare uno show"; e ha poi citato alcuni passaggi di un libro scritto dal negazionista 30 anni fa, in cui il nazismo veniva duramente condannato. Al termine della lettura della motivazione, Mahler e' stato ammanettato e condotto in carcere. Nell'estate del 1970 l'ex avvocato fondatore della Raf si era rifugiato in Giordania insieme a Baader, Meinhof e Gudrun Ensslin. Tornato poco dopo in Germania, era stato arrestato l'8 ottobre 1970 a Berlino e condannato a 14 anni di reclusione. Il suo avvocato di allora, il futuro cancelliere Gerhard Schroeder, era riuscito a farlo rimettere in liberta' nel 1980, dopo che Mahler aveva scontato due terzi della pena.